SICILIA E CAMPANIA
Viaggio al centro della Terra

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Quota
€ 1,880
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La partecipazione sarà confermata con il pagamento di una caparra pari al 20% della quota viaggio. Ovviamente in caso di restrizioni governative che impediscano lo svolgimento del viaggio, la quota sarà interamente rimborsata.

PARTI CON NOI

Le tue vacanze sono salve! Ora sei un Viaggiatore WWF, preparati a incontrare la natura più autentica.

8 giorni 7 notti
Partenze :
12 - 19 Giugno 2021
18 - 25 Settembre 2021
Per Chi : Per tutti
Sicilia e Campania
Viaggio al centro della Terra

Itinerario geologico, naturalistico ed archeologico guidato da un biologo tra gli spettacolari vulcani della Sicilia e della Campania, alla scoperta del fascino potente della natura e degli incredibili cataclismi che si sono abbattutti sulle civiltà passate.

Highlights
  • Etna – lo spettacolare strato-vulcano di natura basaltica tra i più attivi sul pianeta che dai tempi più antichi ha affascinato e atterrito gli uomini
  • Le isole Eolie – vivere la vulcanologia di Stromboli e Vulcano immersi nella natura dell’arcipelago più affascinante del Mediterraneo
  • Vesuvio e Campi Flegrei – lo strato vulcano cresciuto dentro la caldera, le grandi eruzioni pliniane del tardo Pleistocene, quelle del Paleolitico fino a quelle del più recenti. L’incredibile campo vulcanico dei Campi Flegrei
  • Archeologia e potenza della natura – il bradisismo delle Terme di Baia e del Tempio di Serapide di Pozzuoli, lo sconvolgente evento eruttivo del 79 d.c. su Pompei ed Ercolano
  • Aspetti enogastronomici da fare girare la testa – Malvasia, formaggio caprino di Vulcano, i capperi delle Eolie, le antiche mele dell’Etna, la pizza Napoletana, i vini dell’Etna…
Data e Quota
 12 – 19 Giugno 2021
 18 – 25 Settembre 2021
 Quota per partecipante in camera doppia: € 1.880
 

La Quota Comprende

  • Alloggio in agriturismo e hotel (e in nave nel giorno 5) in camera doppia.
  • Tutte le colazioni, una degustazione di prodotti tipici del giorno 1, i pranzi al sacco dei giorni 2 e 3, il pranzo al ristorante del giorno 5, le cene dei giorni 1,2,5 (quest’ultima sull’Osservatorio per ammirare l’attività eruttiva dello Stromboli di notte),
  • Tutti i trasferimenti con mezzo privato o in taxi il giorno 7, in aliscafo o nave tra Milazzo, le Eolie e Napoli
  • Accompagnamento da parte di un biologo di Biosfera Itinerari dall’ Italia per tutta la durata del viaggio
  • Guide locali vulcanologiche per l’ascesa dell’Etna, di Stromboli e del Vesuvio, archeologo professionista per la visita di Pompei, Ercolano e Campi Flegrei.
  • Tasse di ingresso a parchi e riserve
  • Biglietto di ingresso agli scavi di Pompei, Ercolano e Campi Flegrei
  • Tutte le attività come da programma
  • Assicurazione Medico/Bagaglio

La Quota non Comprende

  • Tutti i voli e tasse aeroportuali e l’eventuale treno di ritorno da Napoli
  • I pranzi dei giorni 4,6,7,8 e le cene dei giorni 3,4,6,7,8
  • L’eventuale estensione dell’ascesa di Stromboli da 400m slm alla quota di 900 metri slm, se consentita al momento del viaggio
  • Extra personali e in generale ciò che non è compreso in “SERVIZI INCLUSI”.
  • Assicurazione annullamento viaggio (facoltativa)

Mappa

Mappa

Programma
Programma
Giorno 1

Arrivo all’Aeroporto di Catania Fontanarossa e trasferimento in agriturismo.Cena con degustazione dei prodotti tipici Etnei. Sistemazione in agriturismo. Briefing tecnico e scientifico sulla giornata successiva.

Giorno 2

Trasferimento privato in minibus in direzione di Piano sapienza sull’Etna. Escursione con guida vulcanologica verso i crateri sommitali dell’Etna inclusa funivia e 4×4 per la salita da 1900m a 2900m. L’itinerario potrà variare in base alle condizioni meteo o all’attività del vulcano. La quota massima raggiunta sarà determinata dalle eventuali ordinanze e restrizioni in corso.Pranzo al sacco. Rientro nel pomeriggio in agriturismo, cena con prodotti tipici. Debriefing scientifico sulla geologia e biologia dell’area dell’Etna. 

 

Giorno 3

Colazione in agriturismo e trasferimento sul versante nord del vulcano a Piano Provenzano con la guida escursionistica privata per un’escursione di circa 5 ore. Pranzo al sacco. Nel pomeriggio trasferimento privato con minibus verso Milazzo. Sistemazione in hotel, cena libera. Debriefing scientifico sulla geologia e biologia dell’area dell’Etna.

Giorno 4

Colazione in hotel, poi trasferimento all’isola di Vulcano. Appuntamento con la guida escursionistica privata, e salita al cratere della Fossa di Vulcano per ammirare l’attività fumarolica del vulcano. Pranzo libero. Nel pomeriggio aliscafo per Lipari. Pernottamento a Lipari in hotel 3, cena libera. Debriefing scientifico sulla geologia e biologia dell’area di Vulcano.

Giorno 5

Partenza in aliscafo verso Stromboli la mattina presto e sistemazione in B&B. Pranzo caratteristico al ristorante. Nel pomeriggio partenza per l’escursione in gruppo con guida vulcanologica fino alla quota autorizzata (400m) per ammirare l’ incredibile attività esplosiva stromboliana. Rientro in serata a Stromboli, durata dell’escursione 5h00 circa. Cena allo scenografico Osservatorio, dove è possibile cenare di fronte allo spettacolo dello Stromboli in eruzione. Pernottamento a Stromboli in B&B. Debriefing scientifico sulla geologia e biologia dell’area di Stromboli.

Giorno 6

Colazione e giro dell’Isola in barca (Sciara del Fuoco, Strombolicchio…). Alle 22 partenza della nave per Napoli. Cena libera in nave, sistemazione in cuccetta.

Giorno 7

Incontro in mattinata con l’archeologo. Visita degli scavi di Pompei. Pranzo in ristorante tipico napoletano. Nel pomeriggio vista agli scavi di Ercolano. Cena in locale tipico napoletano e sistemazione in hotel

Giorno 8

Incontro in mattinata con la guida vulcanologica, ascesa del Vesuvio. Nella tarda mattinata visita con l’archeologo alle Terme di Baia (importante per il bradisismo). Pranzo a Miseno. Passeggiata per Miseno per vedere i resti parzialmente sommersi del Sacello degli Augustali. Visita all’Anfiteatro e al Macellum di Pozzuoli (cosiddetto Tempio di Serapide, particolarmente interessante per lo studio dei fenomeni bradisismici). Rientro in treno o aereo verso casa.

Partner organizzativo

Dettagli
Chi ci accompagna
Viaggio di gruppo con biologo di Biosfera Itinerari
Dove alloggeremo
Agriturismo e hotel
Livello di difficoltà del viaggio
Il viaggio è consigliato potenzialmente a tutti, ma non particolarmente adatto ai bambini.
Info utili
Abbigliamento e attrezzatura

Equipaggiamento di base
Una piccola torcia elettrica, o frontalino a led
Binocolo
Attrezzatura fotografica
Nastro isolante
Coltellino multiuso
Borraccia per l’acqua (almeno 1,5 l)

Abbigliamento (estivo da trekking: abiti freschi ma anche qualcosa di caldo sempre a disposizione. In ogni caso un abbigliamento a strati è sempre la soluzione più idonea)
Pantaloni lunghi e corti (ideali due-tre paia di spezzabili)
T-shirt o camicie (ideale quelle antisudore per le escursioni)
Calzini e intimo
Un pile o maglione
Giacca a vento impermeabile
Cappello
Occhiali da sole
Scarpe da trekking (più scarpe di riserva e ciabatte per albergo)
Cuffia e guanti (salendo in quota possono sempre servire)
Zaino per le escursioni (tra i 20 e i 40 l, se possibile con coprizaino)

Igiene personale
Beauty case
Spazzolino e dentifricio
Asciugamano medie dimensioni
Salviette umidificate
Fazzoletti di carta
Carta igienica per emergenze
Doccia shampoo
Ciabatte da doccia
Materiale da barba
Un disinfettante spray non tossico e farmacia essenziale da viaggio

Per ogni chiarimento o esigenza particolare, non esitate a contattarci!

 

Aspetti naturalistici e di sostenibilità
ETNA
ISOLE EOLIE
VESUVIO

ll Monte Etna è un grande strato-vulcano di natura basaltica, alto circa 3330 m, situato lungo la costa orientale della Sicilia, uno dei vulcani più attivi del mondo con una frequente attività eruttiva dalle bocche sommitali e da eruzioni di fianco che durante il 1900 hanno avuto una media di 4 eventi ogni 10 anni. La struttura del Monte Etna è il risultato di una lunga e complessa storia eruttiva in cui è stato possibile distinguere quattro diverse fasi di attività: Fase delle Tholeiiti Basali (l’inizio dell’attività eruttiva si fa risalire sulla base di datazioni assolute a circa 500 ka dal presente durante il Pleistocene medio), quando l’area dove sorge l’Etna attuale era in parte occupata da un golfo in cui si verificavano delle eruzioni sottomarine seguite dal graduale sollevamento della costa della Sicilia orientale con scomparsa dell’antico golfo e inizio di un’attività eruttiva di tipo subaereo; Fase delle Timpe: a partire da almeno 220 ka fino a circa 110 ka fa l’attività eruttiva si concentra lungo la costa Ionica in corrispondenza del sistema di faglie dirette denominato delle Timpe, con numerose eruzioni fissurali che si localizzavano prevalentemente lungo questa ristretta fascia allungata lungo la costa Ionica; Fase dei Centri eruttivi della Valle del Bove: circa 110 ka fa l’attività eruttiva si sposta dalla zona Val Calanna-Moscarello verso l’area adesso occupata dalla depressione della Valle del Bove. In questo periodo avviene un importante cambiamento dell’attività eruttiva nella regione etnea. Infatti, da un’attività di tipo fissurale, come quella che ha caratterizzato le prime due fasi, si passerà gradualmente ad un’attività di tipo centrale caratterizzata sia da eruzioni effusive che esplosive, e la formazione della struttura di tipo stratovulcano dell’edificio etneo con la sovrapposizione di diversi centri eruttivi; Fase dello Strato-vulcano: questa fase inizia circa 57 ka fa quando si verifica un’ulteriore spostamento dell’attività eruttiva verso nord-ovest dopo la fine dell’attività dei centri della Valle del Bove. Tale spostamento porterà alla formazione del più grosso centro eruttivo che costituisce la struttura principale del Monte Etna: il vulcano Ellittico, caratterizzato da importanti colate laviche e i prodotti piroclastici fino a circa 15ka con un’intensa fase esplosiva caratterizzata da una serie di eruzioni pliniane, che hanno causato la formazione di una caldera. L’attività eruttiva del vulcano Mongibello porterà alla formazione di una successione vulcanica prevalentemente lavica costituita dalla sovrapposizione di campi lavici generati da fessure eruttive distribuite lungo i versanti dell’Etna secondo alcune direttrici preferenziali, con un’attività di tipo effusivo intervallate da numerose eruzioni esplosive di notevole intensità, generate dalle bocche sommitali, che hanno caratterizzato questa recente fase eruttiva.

Le isole Eolie si trovano sul lato interno dell’arco Calabro-Peloritano e costituiscono, a loro volta, il margine esterno dei bacini peritirrenici di Gioia e Cefalù. Le isole sorgono su crosta continentale metamorfica e su graniti ercinici e pre-ercinici che hanno probabilmente avuto un ruolo importante nella genesi dei magmi eoliani, come evidenziato dagli xenoliti rinvenuti nelle vulcaniti. Nell’evoluzione cronologica del vulcanismo eoliano si può tuttavia fare riferimento alla presenza o assenza, nelle varie isole, dei terrazzi d’abrasione marina tardo-Quaternari, formati in seguito a oscillazioni eustatiche del livello del mare, dovute alle variazioni climatiche verificatesi durante le glaciazioni succedutesi dal Pleistocene medio-superiore (circa 200 ka). La presenza di conglomerati marini, permette di distinguere per il settore emerso dell’arco, una fase “pre-erosiva” da una “post erosiva”. Nella fase post erosiva l’attività magmatica si è concentrata, a partire da 40 ka, nelle isole di Vulcano, Lipari, Salina, Panarea e Stromboli. Ai giorni d’oggi l’attività eruttiva è presente nella sola isola di Stromboli, mentre una notevole degassazione (fumarole) caratterizza l’attività di Panarea e Vulcano, dove c’è forte sismicità e deformazioni in atto. Lo Stromboli, uno dei pochi vulcani sulla terra in attività quasi continua, costituisce la più settentrionale delle sette Isole Eolie. Il suo edificio si alza più di 920 metri sopra il livello del mare, ma la sua base si trova a una profondità di circa 2000 metri sotto il livello del mare. Lo Stromboli è un vulcano è molto complesso, rispecchiando la sua storia, che è caratterizzata dalla crescita e successiva distruzione di una serie di edifici vulcanici. Dopo il collasso più recente, circa 5000 anni fa, un nuovo edificio ha cominciato a costruirsi all’interno dell’ultima nicchia di collasso, che è conosciuto come “Stromboli attuale”, il cui versante attivo costituisce la Sciara del Fuoco. I crateri sommitali di questo edificio si trovano ad una quota di 750 m circa, cioè più di 100 metri al di sotto del punto più alto del vulcano. Immediatamente sopra l’area craterica (anche conosciuta come “terrazza craterica”) si erge il Pizzo sopra la Fossa, destinazione di molti visitatori che permette una vista spettacolare verso l’interno dei crateri. L’isola di Vulcano consiste in tre diversi edifici vulcanici, parzialmente distrutti da collassi calderici. La parte meridionale dell’isola è costituita dal “vulcano Primordiale”, troncato dalla caldera del Piano. Verso nord si trova l’edificio di Lentia-Mastro Minico, che è stato largamente distrutto dal collasso della caldera della Fossa, circa 14 mila anni fa. Questa caldera contiene il cono della Fossa, formatosi negli ultimi 5500 anni. La parte più settentrionale dell’isola è la penisola di Vulcanello, la cui formazione comincia con un’eruzione sottomarina nel 2° sec. a.C., portando alla nascita di un’isola nello stretto fra Vulcano e Lipari. Le ripetute eruzioni di questa nuova isola la fanno crescere, e nel medioevo essa si unisce all’isola di Vulcano. L’ultima eruzione di Vulcanello risale al XVI secolo. Un ciclo eruttivo importante ha inizio nel 1727, e nel 1739 viene emessa la colata riolitica di “Pietre Cotte”, la più recente attività effusiva di Vulcano. Durante i 150 anni consecutivi, si registra un’attività esplosiva sporadica, che culmina nell’ultima eruzione di Vulcano, che si svolge fra il 2 Agosto 1888 ed il 22 Marzo 1890. Questa eruzione è l’evento tipo che ha portato all’introduzione del termine di attività “vulcaniana”, caratterizzata da distinte esplosioni molto forti, che emettono frammenti di lava in stato quasi solido. Sono famose le numerose grandi bombe “a crosta di pane” che furono lanciate fino alla zona ora occupata dal paese di Vulcano Porto. Dalla fine dell’ultima eruzione, Vulcano si trova in uno stato di quiete eruttiva, ma questo “sonno” è a volte disturbato da crisi di attività sismica e aumenti nelle emissioni e temperature fumaroliche, la più recente cominciatasi nel 1985.

ll Vesuvio, o più propriamente il Somma-Vesuvio, è un strato-vulcano di medie dimensioni che raggiunge un’altezza massima di 1.281 m s.l.m. Esso è costituito dal più vecchio vulcano del M. Somma, la cui parte sommitale sprofondò generando una caldera, e dal più recente vulcano del Vesuvio, cresciuto all’interno di questa caldera. L’attività vulcanica nell’ area del Somma-Vesuvio risale ad almeno 400.000 anni fa, età di alcune lave trovate in perforazioni profonde 1.345 m. La storia dell’apparato vulcanico Somma-Vesuvio è iniziata circa 25.000 anni fa. La grande eruzione flegrea dell’Ignimbrite Campana aveva causato il seppellimento, circa 37.000 anni fa, di gran parte della Campania sotto una spessa coltre di tufi. Su questi depositi cominciò ad accrescersi l’edificio del Somma a seguito di eruzioni prevalentemente effusive e subordinatamente esplosive, di bassa energia. Tale attività è durata fino a circa 19.000 anni fa ed ha determinato la formazione dell’apparato vulcanico del Somma. Due grandi eruzioni pliniane sono in seguito state l’eruzione delle Pomici di Base (avvenuta 18.300 anni fa) e l’eruzione delle Pomici Verdoline (avvenuta 16.000 anni fa). Ai depositi di queste due eruzioni si intercalano lave prodotte da modeste eruzioni effusive. Con la prima eruzione pliniana delle Pomici di Base è cominciato il collasso dell’apparato vulcanico del Somma e la formazione della caldera nella quale si accrescerà il nuovo edificio del Vesuvio. Successivamente si sono verificate tre eruzioni pliniane: l’eruzione delle Pomici di Mercato (avvenuta 8.000 anni fa), l’eruzione delle Pomici di Avellino (avvenuta 3.800 anni fa) e l’eruzione di Pompei (avvenuta nel 79 d.C.). A queste eruzioni si sono intercalate almeno sei eruzioni subpliniane, di età compresa tra le eruzioni di Avellino e Pompei, precedute da lunghi periodi di riposo. Seguono l’eruzione di Pollena (avvenuta nel 472 d.C.) e l’eruzione del 1631, ed una serie di piccole eruzioni effusive ed esplosive a bassa energia, che hanno dato colate di lava lungo i fianchi occidentali e meridionali del vulcano e livelli di scorie stromboliane di età medievale. Dopo l’eruzione del 1631 e fino al 1944 il Vesuvio è stato caratterizzato da attività a condotto sostanzialmente aperto. In questo periodo sono stati distinti 18 cicli stromboliani, separati da brevi periodi di assenza di attività, mai superiori a 7 anni e ciascuno chiuso da violente eruzioni dette eruzioni “finali”. Internamente a ciascun ciclo si sono verificate frequenti eruzioni prevalentemente effusive, dette eruzioni “intermedie”. L’eruzione del 1906 (eruzione “finale”) rappresenta la manifestazione più violenta dell’attività del Vesuvio nel ‘900. L’eruzione del 1944, una eruzione “terminale” a carattere sia esplosivo che effusivo (eruzione mista), è stata l’ultima in ordine di tempo ed ha segnato il passaggio del vulcano ad uno stato di attività a condotto ostruito.